Come calibrare il monitor per la postproduzione fotografica e l’editing video?

Oggi vediamo insieme perché è importante post produrre le nostre foto o montare e fare la color dei nostri video su un monitor calibrato, ma soprattutto ti farò vedere come possiamo tarare un monitor in poco più di due minuti con il colorimetro Spyder X Elite di Datacolor.

Qui sotto ti lascio la versione video, ma se preferisci quella scritta… continua a leggere!

Di sicuro avrai visto con i tuoi occhi che ogni schermo riproduce i colori, il contrasto e la luminosità in modo diverso, ma senza un riferimento non possiamo sapere se quello che abbiamo davanti sia corretto o meno.

Ad esempio, se abbiamo un monitor che aggiunge una dominante calda potremmo essere tentati di modificare in post produzione il bilanciamento del bianco delle nostre foto quando in realtà… non ce n’è bisogno!

Oppure se abbiamo la luminosità impostata troppo alta, potremmo vedere la nostra immagine sullo schermo troppo chiara e abbassare l’esposizione in postproduzione per poi ritrovarci in stampa con una foto scura. O anche i video che carico sul mio canale YouTube: se li visualizzi sul cellulare, sul monitor di un portatile o sullo schermo del tuo computer fisso ecco che avranno dei colori o una luminosità più o meno diversi a seconda di come sono regolati gli schermi di questi dispositivi.

Quello che fa il processo di calibrazione del monitor è far sì che colori, luminosità e contrasto si vadano ad allineare il più possibile con degli standard di riferimento e per farlo si usa un dispositivo come lo SpyderX di Datacolor che non è altro che un colorimetro, cioè un qualcosa in grado di leggere i colori.

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Semplificando il funzionamento per farlo capire a più persone possibile, il software di calibrazione proietta sullo schermo diversi colori standard, ad esempio un verde, un rosso e un blu. Il colorimetro ha un sensore in grado di leggere questi colori sul nostro monitor e, se il software si accorge che non corrispondono con quelli standard che ha in memoria, va ad applicare delle correzioni per farli combaciare.

Alla fine di tutto il processo, il software crea un profilo colore che una volta applicato al tuo monitor farà sì, come detto prima, che i suoi colori, la sua luminosità e il suo contrasto siano il più accurati possibile e vicini allo standard di riferimento.

Finito qui? In realtà non proprio. Periodicamente, in genere ogni mese o prima di elaborare un lavoro importante, dovrai andare ad aggiornare il profilo di calibrazione rifacendo tutto il processo.

Questo perché, anche se in misura minore che in passato quando c’erano i monitor a tubo catodico, nel tempo e con l’usura ci potrebbero essere delle variazioni nella resa dei colori e della luminosità di cui tenere conto e che vanno corrette con una nuova calibrazione.

Lo Spyder X di Datacolor è il successore dello Spyder5 e con questo modello Datacolor è riuscita ad abbassare i tempi di calibrazione al di sotto dei due minuti, grazie a un nuovo sensore ottico più preciso e performante in termini di lettura colori, dettagli delle ombre e bilanciamento del bianco.

Infatti nel nuovo SpyderX abbiamo questa lente, dietro la quale c’è il sensore vero e proprio:

mentre nel vecchio c’era questa griglia con una struttura a nido d’ape:

Dalla mia prova, che potrai trovare anche nel video, ho potuto confermare che lo Spyder X è decisamente più veloce e questo è un grande il vantaggio perché ti farà venire sicuramente più voglia di mantenere aggiornato il profilo o a fare una ritaratura al volo prima di elaborare delle foto importanti. Due minuti è un tempo di attesa più che accettabile.

Per quanto riguarda la maggiore accuratezza di questo nuovo colorimetro non ho purtroppo i mezzi tecnici per confermarlo, ma ho trovato questo grafico:

che mostra come si comporta la curva di calibrazione per le aree scure con lo Spyder 5 in rosso e lo Spyder X in blu. Analizzando il grafico si vede come lo Spyder X riesca a creare una curva molto più lineare rispetto a quella dello Spyder 5 che ha dei gradini, ottenendo di conseguenza in una maggiore accuratezza nel riprodurre le transizioni tonali nelle aree più scure.

Qui sotto puoi trovare i prezzi aggiornati per la versione PRO dello Spyder X e per la versione X Elite:

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Quale è la differenza tra le due versioni, la PRO e la ELITE ?”
Il dispositivo è identico. Quello che cambia è il software o meglio le funzioni che offre il software di calibrazione.

La versione Elite, rispetto alla PRO, ha:

  • la possibilità di calibrare i proiettori (magari non ti serve)
  • fornisce alcuni controlli avanzati in più nel processo di calibrazione (utili ma non fondamentali)
  • ha la funzionalità studio match, che serve a chi ha più di un monitor in studio e vuole che siano il più simili possibile in termini di resa

e qualche altro dettaglio che trovi al link del sito di Datacolor qui: https://spyderx.datacolor.com/about-spyderx/

Vista la differenza di costo, se queste caratteristiche in più non ti interessano puoi andare tranquillamente sulla PRO, perché il risultato in termini di calibrazione è lo stesso.

Buona calibrazione!

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